Dipartimento di
Scienze della Terra e Geoambientali

moretti

Ruolo: Professore Associato
SSD: GEO 02 Geologia stratigrafica e sedimentologia

Studio: 2° Piano
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Il Principio dell’Attualismo e la Legge di Walther applicazioni a spiagge e corsi fluviali

L'escursione dell’A.A. 2017-2018 ha affrontato i seguenti temi:

  • Il Sistema Avampaese, Avanfossa e Catena nell’Appennino Meridionale;
  • Il Principio dell’Attualismo e la Legge di Walther;
  • Applicazione ad una spiaggia attuale/successione di transizione in un terrazzo marino quaternario;
  • Applicazione ad un corso braided attuale/successione ghiaioso-sabbiosa in un terrazzo alluvionale quaternario.

La regione Apulo-Lucana offre l’opportunità di passare, nel giro di poche decine di chilometri, attraverso domini geodinamici assai differenti (Avampaese Apulo, Fossa Bradanica, Appennino Meridionale). L’area ionica permette di osservare questi differenti domini andando da Taranto verso SW (Fig. 1); geodinamica e morfologia del paesaggio presentano una rispondenza facilmente riconoscibile.

Lungo il tragitto inoltre si osserva:

  • il contatto tettonico delle unità deformate appenniniche (argille varicolori) in thrust al di sopra delle successioni plio-pleistoceniche di avanfossa (argille subappennine);
  • il lago artificiale formato da una diga in terra (Diga di Monte Cotugno, nei pressi di Senise, PZ);
  • il riempimento del Bacino di Sant’Arcangelo (un bacino di piggy-back o satellite o intramontano) costituito da una potente successione di conglomerati plio-pleistocenici.

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STOP 1

È incentrato sull’osservazione di un sistema di spiaggia sabbiosa attuale (Marina di Ginosa, 1 in Fig. 1). Si identificano differenzi porzioni della spiaggia emersa distinguendo i subambienti e osservando le strutture sedimentarie che li caratterizzano dalla battigia sino alla duna. Inoltre, uno speditivo campionamento delle sabbie nelle differenti porzioni della spiaggia emersa ha permesso di discutere le variazioni tessiturali delle sabbie lungo il profilo della spiaggia emersa.

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STOP 2

Si analizzano i caratteri di un terrazzo marino (Fig. 3) in una cava di prestito di sabbie in località Serra Marina (2 in Fig. 1) lungo la strada che collega Metaponto a Matera). Viene costruita una colonna sedimentaria speditiva riportando spessori misurati, granulometria, strutture sedimentarie e bioturbazione.
La porzione inferiore (2.5 m) della successione osservabile in cava è caratterizzata da sabbie fini con strati gradati, hummocky, laminazione incrociata a basso angolo che si alternano a strati completamente bioturbati.
Verso l’alto, per quasi 2 m, la bioturbazione aumenta e le strutture sedimentarie fisiche sono obliterate. Dopo questo spesso intervallo bioturbato, la successione continua con 1.5 m di sabbie da fini a grossolane con ripple asimmetrici e simmetrici e laminazione piana con orizzonti centimetrici di sabbie giallastre bioturbate (Fig. 4). Superiormente, sabbie ed arenarie molto grossolane mostrano una laminazione da piana a inclinata a basso angolo (spessore di questa porzione, quasi 2 m) con rare lenti ghiaiose. La successione è chiusa da circa 1.5 m di conglomerati ben cementati, poligenici con poca matrice e struttura generalmente clasto-sostenuta (ortoconglomerati) che si alternano a sabbie grossolane. A varie altezze, all’interno dei conglomerati, si osservano lenti decimetriche di argille/silt verdi. La superficie superiore dei conglomerati si presenta fortemente arrossata. Il significato paleoambientale viene discusso riconoscendo la generale tendenza regressiva della successione marina di transizione.

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STOP 3

Giunti nei pressi di Francavilla sul Sinni, lungo un affluente in destra orografica, si osserva un torrente (Torrente Frida, 3 in Fig. 1) che, in fase di magra permette di osservare il letto attuale e le aree esondabili. Il torrente mostra tutti i caratteri di un corso braided:

  • sono presenti numerosissimi canali attivi di lunghezza pari ad alcuni metri e bassissima profondità (anche pochi centimetri, spesso è possibile attraversarli);
  • alto gradiente topografico, sedimenti ghiaiosi;
  • barre longitudinali ghiaiose sono riconoscibili all’interno della valle fluviale che sembra aver occupato tutto lo spazio a disposizione;
  • la vegetazione è scarsa e solo alcune barre presentano un esiguo spessore di suolo ed una vegetazione erbacea;
  • il torrente passa verso monte ad una area dal pendio più pronunciato e ad una serie di corpi sedimentari isolati, con forma a ventaglio (conoidi alluviali).

All’interno delle ghiaie sono riconoscibili tutte le rocce che costituiscono il substrato dell’area di alimentazione (Monte Pollino): sono quindi riconoscibili rocce verdi (serpentiniti), calcari, torbiditi calciclastiche o miste, diaspri, ecc.
Le dimensioni dei clasti sono molto variabili (da sabbie grossolane, circa 2 mm, sino a blocchi di 1 metro). Il materiale sedimentario più grossolano costituisce un substrato privo di sabbie: è costituito solo da clasti che non vengono trasportati se non durante piene straordinarie (lag basale). Sabbie e ciottoli di minori dimensioni occupano la parte attiva dei canali. I ciottoli sono spesso ben arrotondati e mostrato chiara embriciatura (Fig. 5)

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Pochi chilometri più a W del Torrente Frida (4 in Fig. 1) affiora un terrazzo alluvionale. L’intera successione immerge ad E con inclinazioni variabili fra 14° e 22°. La successione è caratterizzata da alternanze arenaceo-conglomeratiche. La geometria dei corpi sedimentari è sempre lentiforme. Alcune forme canalizzate ghiaiose sono chiaramente erosive sui depositi precedenti. Arenarie e conglomerati mostrano una composizione molto simile ai sedimenti osservati lungo il Torrente Frida. Uno degli affioramenti meglio esposti e continui è attraversato da una faglia (Fig. 7) che taglia i depositi ghiaiosi. Non è possibile stabilire il movimento e la natura della faglia, giacché non è possibile riconoscere punti omologhi nelle successioni poste nei due blocchi dislocati.

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RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano la Dott.ssa S. Lisco, la Dott.ssa I. Lapietra per l’aiuto durante l’escursione e per il supporto offerto agli studenti nella fase di preparazione delle relazioni. Grazie anche all’attenzione e la curiosità mostrata dagli studenti in campagna (Fig. 8).

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